Sammartino guarda al centro: “Nessun amarcord. Musumeci? Svenduto alla Lega”

L.Cil. A Catania saluti e ringraziamenti per l’elezione della Chinnici. Il deputato Dem: “Ripartiamo dal territorio e dai temi, no ai sovranismi”. FOTO

Sammartino guarda al centro: “Nessun amarcord. Musumeci? Svenduto alla Lega”

Una riunione tra amici. Molti, anzi tantissimi. Una convocazione in fretta e furia nel primo giorno di caldo vero a Catania. Eppure sono tutti li per salutare Caterina Chinnici, rieletta europarlamentare col Partito Democratico anche grazie all’impegno di Luca Sammartino e Valeria Sudano che, in quindici giorni di campagna elettorale vera sul territorio, hanno regalato al magistrato la soddisfazione di essere la prima degli eletti tra i Dem in provincia di Catania.

“Semplicemente grazie” recita il manifesto sul palco mentre in sottofondo scorrono le note di “Adelante, Adelante” del compagno Francesco de Gregori che cantava di “una terra senza misura… Che già confonde la notte e il giorno e la partenza con il ritorno, la ricchezza con il rumore e il diritto con il favore, l’innocente col criminale e il diritto col carnevale”.

Adelante, adelante. Luca e Valeria, Valeria e Luca. L’ordine dei fattori non cambia il risultato. E neppure le critiche e gli attacchi violenti, che arrivano puntualmente alla vigilia di ogni tornata elettorale, con l’unico risultato di rafforzare un consenso (Salvini docet) che ha fatto di una segreteria di provincia un vero e proprio “partito strutturato”, che elegge sindaci, consiglieri comunali, deputati e senatori e, ancora una volta, un deputato europeo replicando il miracolo elettorale di cinque anni prima con Michela Giuffrida, con quella coerenza sempre messa in dubbio dagli altri all’interno del Pd.

Sembra passato un secolo dal 2014 eppure in questo contesto nessuno sembra accorgersene. Luca Sammartino fa gli onori di casa, informalmente, proprio come faceva il suo mentore Lino Leanza e proprio in quella terrazza Ulisse che celebrava ogni volta le vittorie del Movimento per l’autonomia.

Caterina Chinnici ringrazia, di cuore, tutti coloro che l’hanno sostenuta e le hanno consentito di tornare a Bruxelles. Un grazie non scontato, la storia recente insegna, che mette le basi per una collaborazione duratura su idee e proposte concrete che passano anche per l’Europa. “Un messaggio di speranza per tutti coloro che iniziano a seguire un modello nuovo di come si può fare politica pur essendo all’opposizione, producendo atti e attività parlamentare” sottolinea il deputato Giovanni Cafeo.

Sammartino ripercorre la storia cominciata con “un movimento (Articolo 4) prima di diventare protagonisti del Partito Democratico”, nonostante la valanga di critiche e gli attacchi del fuoco amico “senza tradire le nostre radici: non trasformare mai i diritti dei siciliani in favori, lavorando con umiltà e in silenzio nel territorio sapendo cosa rappresenta la nostra squadra di amministratori in termini di consenso”.

In platea tanti giovani che fanno politica attiva sin dai banchi della scuola e dell’università. Ci sono numerosi primi cittadini dell’hinterland etneo, dirigenti e manager che ascoltano e applaudono quando il deputato regionale sferra l’attacco al presidente Nello Musumeci. “La Sicilia deve alzare la testa, come ha fatto Caterina Chinnici. Questa terra non si può consegnare alla Lega, così come vorrebbe il nostro presidente della Regione, che ammicca a Salvini pensando di costruire una gamba del Carroccio nell’Isola. Io mi vergogno di essere rappresentato da un presidente così miope, non riesco nemmeno a immaginare che in Sicilia ci siano uomini e donne che possano svendersi così per qualche seggio alle prossime elezione, così come vorrebbe Musumeci”.

L’enfant prodige, metà Dem metà Cristiano, lancia dal pulpito la fase 2 della sua azione amministrativa. “Nei prossimi tre anni dobbiamo attraversare un deserto, lo faremo con la schiena dritta e la testa alta, senza mai perdere di vista la nostra storia. Non faremo sommatorie di ceto politico, non metteremo insieme l’amarcord degli ultimi anni travestiti con volti nuovi” rispedendo al mittente il patto del Nazareno in salsa sicula.

“Noi non ci arrenderemo ai sovranisti e agli ultranazionalisti, ma ripartiremo dai temi, ridisegnando la Sicilia ascoltando le richieste dei territori e dai più deboli superando gli steccati politici e dando risposte concrete”.

Il segretario regionale del Pd Davide Faraone condivide, Zio Mimmo (Sudano, ndr) applaude convinto perché rivede nei suoi “giovani esuberanti” quella sincera passione politica che li porta a stare sempre a contatto con il loro popolo. Retrò? Può darsi. Ma efficace. Lo dicono i numeri.

Twitter: @LucaCiliberti
Luca Ciliberti


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