Sit-in dei dipendenti ‘Spaccio alimentare’: “Da 3 mesi senza stipendio, quale futuro?”

Misterbianco. Protesta di 180 lavoratori dei supermercati catanesi davanti al Centro Sicilia: “E i punti vendita continuano a chiudere”

Sit-in dei dipendenti ‘Spaccio alimentare’: “Da 3 mesi senza stipendio, quale futuro?”

CATANIA – Hanno incrociato le braccia per l’intera giornata di ieri i lavoratori dei supermercati “Spaccio alimentare” di Catania che, sconfortati per non aver ricevuto lo stipendio da tre mesi e senza risposte sul loro futuro, hanno dato vita a un sit-in davanti all’ingresso dell’edificio principale del centro commerciale “Centro Sicilia” di Misterbianco.

Sono 180 i dipendenti che attendono, oltre la retribuzione, di sapere quale sarà il loro destino considerato che anche il supermercato “Le vele” di Acireale è stato dismesso e altri negozi sono sul punto di chiusura, dopo che già tre punti vendita sono stati chiusi. E con il fiato sospeso ci sono anche oltre 600 lavoratori dislocati in altre sedi in Sicilia e Calabria.

Durante la protesta Giulia Leanza, figlia di un dipendente, ha voluto leggere una lettera rivolgendosi alla proprietà, evidenziando la grave situazione in cui si trovano la sua e le altre famiglie degli impiegati, invocando una pronta soluzione della vertenza per porre fine a una condizione giunta ormai al limite della disperazione, visto che questo tira e molla dura da parecchi mesi.

“Siamo sempre a fianco di chi lavora con onestà e deve godere dei diritti maturati, ma soprattutto deve sapere quale è la prospettiva occupazionale. Invece, ad oggi, non si sa nulla neanche sulle presunte trattative avviate per la cessione dei punti vendita – afferma il segretario provinciale della federazione Ugl terziario, Carmelo Catalano -. Per adesso siamo soltanto fermi alle trattative concluse al Ministero dello sviluppo economico per la cassa integrazione e per il piano industriale da comprendere nel concordato preventivo, mentre giorno 26 saremo ancora una volta in Prefettura a Catania per chiedere dignità per i lavoratori e basta incertezze!”.


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