Cannizzaro, autotrapianto per ricostruire il seno

di Nuccio Sciacca – Nell’ospedale catanese tecnica operatoria d’avanguardia per evitare le protesi

Cannizzaro, autotrapianto per ricostruire il seno

Nell’ospedale Cannizzaro di Catania autotrapianto per ricostruire il seno. L’unità multidisciplinare di senologia diretta dalla dott.ssa Francesca Catalano è adesso in grado di effettuare questo tipo di ricostruzione. L’intervento si chiama Diep (Deep Inferior Epigastric Perforator) e consiste nel prelievo della cute addominale che viene mobilizzata insieme con l’arteria e la vena che nutrono il lembo cutaneo; i vasi epigastrici vengono anastomizzati ai vasi mammari interni mediante tecnica microchirurgica con l’ausilio di un microscopio operatore.

Rispetto ai vecchi interventi ricostruttivi autologhi come il Tram (Transverse Rectus Abdominis Musculocutaneous) non si sacrifica il muscolo retto dell’addome e l’outcome funzionale ed estetico è affatto simile a un’addominoplastica estetica. L’intervento, eseguito da un equipe collaudata composta dal dott. Giuseppe Lombardo (chirurgo plastico), la dott.ssa Roberta Giovinetto (chirurgo senologo) e con la collaborazione della dott.ssa Barbara Martino (specializzanda in chirurgia generale), è rivolto alle pazienti mastectomizzate che hanno eseguito radioterapia o a pazienti giovani che rifiutano la ricostruzione con protesi.

La riuscita dell’intervento è subordinata a eventuali complicanze microvascolari secondarie a fattori di rischio relativi e assoluti come fumo, obesità, malattie autoimmuni e coagulopatie. Questo tipo di ricostruzione, anche se richiede più tempo in sala operatoria, garantisce una migliore qualità della vita alle pazienti mastectomizzate rispetto alla ricostruzione con protesi come altresì comprovato da un recente studio prospettico multicentrico pubblicato sulla nota rivista americana Jama Surgery.

Il seno ricostruito si comporta come una mammella naturale, ingrassa e dimagrisce con il resto del corpo e affronta i normali processi dovuti al trascorrere del tempo, senza una marcata differenza con l’altro seno. Questo tipo di ricostruzione, che viene eseguita in pochi centri in Italia, sottolinea l’importanza della multidisciplinarietà nel trattamento del cancro mammario e nel percorso di guarigione della paziente inteso come reintegro sociale, fisico e psicologico.


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