Vigili del fuoco morti a Catania, nessuna imperizia del capo squadra

Indagine archiviata: l’esplosione di via Garibaldi fu innescata da un uomo che voleva suicidarsi

Vigili del fuoco morti a Catania, nessuna imperizia del capo squadra

CATANIA – Accogliendo la richiesta inoltrata dalla Procura della Repubblica lo scorso 19/12/2018, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catania ha disposto l’archiviazione del procedimento a suo tempo iscritto nei confronti di Marcello Tavormina, capo squadra del corpo nazionale dei vigili del fuoco di Catania.

La squadra al comando del Tavormina era intervenuta in via Garibaldi a Catania il 20 marzo 2018 a seguito di una segnalazione per fuga di gas; nel corso del sopralluogo era stata immediatamente rilevata all’interno di una bottega con doppio ingresso sulla via Garibaldi e sulla via Sacchero, la presenza di un uomo che aveva manifestato propositi di suicidio.

I vigili del fuoco si sono adoperati per forzare la porta di accesso alla bottega, chiusa dall’esterno con un lucchetto; nel corso di tali manovre, si è verificata una devastante esplosione che ha investito i pompieri, arrecando lesioni personali a Marcello Tavormina e Giuseppe Cannavò e causando la morte di Dario Ambiamonte e Giorgio Grammatico.

Avviate le indagini, con l’ausilio della squadra mobile e della polizia scientifica di Catania, per la ricostruzione dell’accaduto, espletati gli accertamenti di natura medico legale e dopo aver conferito l’incarico alla titolare della cattedra di chimica industriale e tecnologia presso l’Università La Sapienza di Roma al fine di ricostruire le cause dell’esplosione, si è potuto accertare che l’esplosione è stata innescata dall’interno dei locali e che le iniziative assunte dai vigili del fuoco intervenuti non hanno influito in alcun modo nella causa dell’esplosione.

I vigili del fuoco, in una situazione di elevatissimo rischio, hanno agito nel risoluto tentativo di trarre in salvo l’uomo barricatosi all’interno della bottega, rimanendo vittime incolpevoli di un’esplosione non provocata.
Il decesso, infatti, è stato dovuto al violento impatto con la pesante porta di ingresso di via Garibaldi, che ha investo le vittime con devastante forza d’urto dopo essersi staccata dai cardini per effetto dell’esplosione.


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