A Catania le “arancine” non si vendono

La Focacceria San Francesco di Palermo apre uno store a Fontanarossa. La polemica social diventa spot, poi la scelta che mette tutti d’accordo 

A Catania le “arancine” non si vendono

CATANIA – Niente polemiche a tavola. E così nello store dell’Antica Focacceria San Francesco, che verrà inaugurato ufficialmente il 17 dicembre prossimo nell’aeroporto di Fontanarossa di Catania, non troveranno posto i campanilismi: saranno vendute sia le arancine al femminile sia gli arancini al maschile. Per non urtare sensibilità di alcuno, spiega la Feltrinelli una delle proprietarie dei negozi di gastronomia. Una lunga diatriba quella che divide due fazioni dell’Isola.

Al centro dei contrasti culinari le famose crocchette di riso siciliane. Per dirimere la controversia rinfocolata da un famoso libro di Andrea Camilleri ovvero “Gli arancini di Montalbano”, è dovuta anche intervenire l’accademia della Crusca che ha sentenziato diplomaticamente, dopo una lunga disquisizione linguistica: “il nome delle crocchette siciliane ha sia la forma femminile sia la forma maschile, determinata dall’uso diatopicamente differenziato”.

“Già perché l’arancina è (rotonda) nella parte occidentale della Sicilia e l’arancino (rotondo o a punta, forma che potrebbe essere ispirata dalla figura dell’Etna) nella parte orientale, – prosegue – con l’eccezione di alcune aree nella zona ragusana e in quella siracusana”. Con buona pace quindi delle due tifoserie in campo sulla declinazione di genere del “gustoso timballo di riso siculo che deve il suo nome all’analogia con il frutto rotondo e dorato dell’arancio, cioè l’arancia”, come si legge appunto nel testo dell’accademia della Crusca. Dice il semiologo Gianfranco Marrone: “moltissimi termini possono essere usati sia al maschile che al femminile, non c’è nessuno che abbia ragione o torto: la lingua è di chi la parla. Ma a me – sottolinea – sembra che questa ‘lotta’ sia proprio un fuoco di paglia. Importante è che le arancine o come si voglia chiamarle siano buone”.

Adesso per evitare ulteriori diatribe i proprietari della bottega aeroportuale hanno deciso di non avventurarsi in una guerra fratricida e hanno accontentato tutti. La catena di street food ha oggi due negozi a Palermo (uno è ancora nella sede storica di via Paternostro nel capoluogo siciliano), due a Roma (uno a Fiumicino), tre a Milano, uno a Bergamo e uno a Brescia. Fiore all’occhiello sono per l’appunto le arancine (sul sito sono ovviamente al femminile), le panelle, il pane con la milza e altre ghiottonerie molto siciliane. Ora lo sbarco a Catania grazie a un bando della Sac, la società di gestione dello scalo, che ha messo a disposizione nel nuovo terminal tre spazi per il food.

Antica Focacceria San Francesco si è aggiudicata una delle aree insieme a Chef Express uno dei player più importanti nella somministrazione di food and beverage negli aeroporti italiani. Un marchio questo che ha origine nel 1834. Dopo 25 anni passati come maestro di cucina al servizio dei Principi di Cattolica, Salvatore Alaimo ricevette in quell’anno in dono la cappella sconsacrata di un antico palazzo nel cuore di Palermo. Sulla porta d’ingresso appese una tavola di legno con un’incisione: “Focacceria” e decise di cucinare per il popolo. Dai gruppi Feltrinelli e Cir food, nacque nel 2017 Fc Retail. Fra gli obiettivi della nuova joint venture, lo sviluppo di Antica Focacceria San Francesco “lungo il percorso di promozione dei valori di cibo e cultura”.

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