“Questo governo non arretra su nulla”

Il ministro comincia da Paternò i sopralluoghi nei Comuni colpiti dal sisma e dall’alluvione: “Faremo le pensioni a quota 100, il reddito e le pensioni di cittadinanza”

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“Questo governo non arretra su nulla”

PATERNO’ (CATANIA) – “Standard and Poor’s non ci ha declassati. Siccome bisogna leggere il negativo anche dove non c’e, stamattina tutti dicono che ci ha ‘mazzolati’. Invece deve essere ben chiara una cosa: questo Governo non arretra, si farà il reddito di cittadinanza, si farà la pensione di cittadinanza, si farà la quota 100 per mandare in pensione le persone”. Il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio ha cominciato da Paternò una serie di sopralluoghi, con il capo della protezione civile nazionale Angelo Borrelli, nelle aree del Catanese, del Siracusano e dell’Ennese colpite dal sisma del 6 ottobre e dall’alluvione della settimana scorsa.

Fermato dai giornalisti il ministro torna sulle dichiarazioni nei confronti del presidente della bce Mario Draghi. “Io non ho litigato con Draghi. Ho solo espresso un parere, come lui esprime i suoi. E credo che questo sia un Paese libero in cui tutti possiamo esprimere la nostra opinione”.

“Come tranquillizzare i mercati? Dicendo che non usciamo dall’euro. Perché tutti si sono convinti, a causa di una narrazione sbagliata che qualcuno ha voluto fare, e non noi del governo, che l’Italia voglia uscire dall’euro e dall’Europa. Noi non soltanto ci stiamo bene, ma tra alcuni mesi si vota per le europee e quindi l’Europa diventa di nuovo quella dei cittadini”.

“Io sono sicuro che a livello europeo – ha aggiunto Di Maio – tutti i cittadini provocheranno una scossa forte, politica, per mandare a casa questa classe dirigente che in questi anni ha tagliato la nostra sanità, le nostre pensioni, il welfare ed i servizi ai Comuni, con il debito pubblico che è perfino aumentato”.

Di Maio snocciola con orgoglio i numeri dei primi giorni di governo: “Le tre misure” del reddito di cittadinanza, pensione di cittadinanza, e quota 100 sulle pensioni “sono collegate perché se mandiamo l’anno prossimo in pensione cinquecentomila persone, si liberano cinquecentomila posti di lavoro, che reinseriremo, con tanti giovani e meno giovani, attraverso la formazione dei centri per l’impiego nel programma del reddito di cittadinanza”. Il vice premier ha quindi ribadito che “le due cose non si toccano ed il reddito di cittadinanza non si ridimensiona: questo fa solo parte di leggende metropolitane che sento girare in questi giorni”.


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