Pescherecci mazaresi sequestrati da libici. “Hanno aperto il fuoco all’improvviso”

L'”Afrodite Pesca” e il “Matteo Mazzarino” bloccati a 30 miglia dalla costa di Derna: a bordo i due equipaggi con 13 persone

Pescherecci mazaresi sequestrati da libici. “Hanno aperto il fuoco all’improvviso”

PALERMO – Due pescherecci della marineria di Mazara del Vallo sono stati sequestrati nella tarda serata di ieri da motovedette libiche. Ne dà notizia il sindaco della città del Trapanese, Nicola Cristaldi. Si tratta dell'”Afrodite Pesca” con 6 uomini a bordo e del “Matteo Mazzarino”, con sette uomini.

“Afrodite Pesca” (140 tonnellate di stazza lorda, al comando del capitano Vincenzo Pellegrino) è di proprietà dell’omonima società dei fratelli Pellegrino; il “Matteo Mazzarino” è della Mcv Pesca dell’armatore Vincenzo Asaro, il comandante è Alberto Figuccia.

Il sequestro sarebbe avvenuto a circa 29 miglia dalla costa libica di Derna. La vedetta avrebbe cominciato a sparare senza alcun preavviso, spiega Cristaldi, provocando danni alla cabina e alle attrezzature del motopesca Afrodite. Non ci sono feriti e gli equipaggi non risultano agli arresti. I militari libici, saliti a bordo dei due natanti, hanno intimato ai comandanti di intraprendere la navigazione verso la costa libica. I due pescherecci sono giunti in nottata al porto Ras Al Hilal.

L’Esercito nazionale libico (Lna) di cui Khalifa Haftar è comandante generale ha sostenuto che i due pescherecci sono stati intercettati in “acque territoriali libiche”. “Due imbarcazioni italiane sono state abbordate all’interno delle acque territoriali libiche”, ha sostenuto il generale di brigata Ahmed Al-Mismari, portavoce dell’Lna, in una conferenza stampa a Bengasi indetta su altro tema. “Non è la prima volta che imbarcazioni italiane entrano nelle acque territoriali libiche”, ha sostenuto ancora Mismari riferendo che “al momento gli equipaggi delle due imbarcazioni vengono interrogati”.

“Non siamo ancora riusciti a metterci in contatto con l’equipaggio, ma sappiamo che stanno tutti bene e che si trovano sul peschereccio dal quale non possono scendere”, ha dichiarato Vincenzo Asaro, armatore del motopesca “Matteo Mazzarino”. “Il nostro equipaggio – aggiunge Asaro -, composto da 4 marittimi italiani e da 3 marittimi di origine tunisina, a bordo non ha pesci che si catturano nella zona in cui sono stati fermati. Dalle notizie che ci giungono apprendiamo, peraltro, che i militari libici, al momento del sequestro, hanno aperto il fuoco contro l’equipaggio del peschereccio “Afrodite Pesca”, praticamente contro persone inermi e disarmate, come anche i marittimi del “Matteo Mazzarino”, danneggiandone gli strumenti di navigazione della cabina di comando”.

“Il sequestro – dice il sindaco – è avvenuto in acque che illegittimamente e unilateralmente la Libia considera proprie. Non possiamo accettare comportamenti di violenza da parte di Paesi rivieraschi che minacciano di intaccare la vocazione della cultura dell’accoglienza e del rispetto della nostra città. Sono certo che le autorità diplomatiche italiane interverranno con urgenza. L’episodio è vissuto con angoscia dalla popolazione sia perché richiama il triste ricordo della detenzione subita dai nostri pescatori negli passati nelle carceri libiche, sia perché i nostri natanti illecitamente sequestrati dalla Libia non hanno fatto più ritorno a Mazara e sono stati lasciati in abbandono come nel caso del motopesca Damiela L. sequestrato sei anni fa”.

“Siamo in stretto contatto con la Farnesina e il governo regionale e siamo fiduciosi affinché la vicenda possa essere risolta nel breve tempo possibile – ha detto Nino Carlino, presidente del Distretto della pesca e Crescita blu -. Abbiamo seguito la vicenda fin dalle prime ore. Risulta fondamentale l’intervento dell’assessore regionale Girolamo Turano che, per conto della giunta, si è messo subito in contatto con l’ambasciatore Vincenzo De Luca, direttore generale per la promozione del sistema Paese-Maeci e proprio nei giorni scorsi è stato a Mazara del Vallo in occasione della VII edizione di Blue Sea Land”.

Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, appresa la notizia, si è subito messo in contatto con la Farnesina: “L’Unità di crisi del ministero degli Esteri sta già monitorando la situazione e l’assessore alle Attività produttive Turano è stato rassicurato sulle iniziative diplomatiche avviate – ha detto il governatore Musumeci -. Nella prossima conferenza sulla Libia, in programma a novembre a Palermo, oltre all’immigrazione altro tema da affrontare dovrà essere quello della sicurezza dei nostri pescherecci. Una storia vecchia che si ripropone puntualmente”.

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