“Lombardo favorì i boss con gli appalti”

Depositate le motivazioni della Cassazione che ha accolto il ricorso del pg di Catania: “Illogica assoluzione. Il patto con la mafia c’è stato”. L’ex governatore: “Illogico è il processo”

“Lombardo favorì i boss con gli appalti”

ROMA – E’ “illogico”, scrive la Cassazione, il verdetto che in appello ha assolto dal concorso esterno l’ex governatore della Sicilia Raffaele Lombardo – nonostante affermi che strinse un “patto” con la mafia per essere eletto “rapportandosi direttamente” con i boss -, sostenendo che manca la prova dell’oggetto del “patto” che invece “ragionevolmente”, secondo la Suprema corte, si può individuare in “favoritismi nell’aggiudicazione” di appalti. Lo si legge nelle motivazioni della Suprema corte che ha accolto il ricorso del pg di Catania.

“In queste ultime settimane – dichiara Lombardo – dopo la lettura del dispositivo della Cassazione cercavo un aggettivo appropriato al processo che di fatto subisco da otto anni. Avevo pensato a ‘incredibile’, ‘inverosimile’ e altro . La Cassazione ha trovato il termine al momento più idoneo, sebbene applicato a una sentenza: ‘illogico’. Un processo tutto illogico”.

“I giudici, ai quali va comunque confermata piena fiducia – aggiunge -, verificheranno ulteriormente non solo se mai ai mafiosi ho chiesto voti, ma se i mafiosi hanno votato per me o per altri, se ai mafiosi ho fatto favori ovvero se ho nuociuto come pochi ai loro affari. Verificheranno il ruolo inesistente, e quindi inventato, avuto nella vicenda dei centri commerciali e quali appalti, da Safab al Parco tematico, dall’eolico ai termovalorizzatori, hanno avuto il mio avallo o da me in prima persona sono stati impediti. E allora – conclude Lombardo – finalmente si avranno un processo e una sentenza aderenti alla verità e quindi logici e giusti”.

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