Piovani incanta Noto

Tutto esaurito per il concerto del compositore premio Oscar, in scena le musiche di trent’anni di carriera

Piovani incanta Noto

NOTO – Sold out e standing ovation per Nicola Piovani a Notomusica con lo spettacolo “La Musica è pericolosa”. Si ripete il successo entusiasmante riservato in rapida successione il 2 agosto all’esibizione di Dee Dee Bridgewater con la HJO Jazz Orchestra e il 6 agosto al sestetto jazz guidato da Peppe Servillo: due date che hanno pure fatto registrare il tutto esaurito e la reazione incandescente del pubblico. Tre giorni dopo, il 9 agosto, è stata la volta del celebre compositore romano, vincitore del Premio Oscar alla miglior colonna sonora nel 1999 per “La vita è bella”.

Piovani racconta Piovani: e lo fa con un concerto-spettacolo che ripercorre gli incontri umani e professionali che lo hanno accompagnato nel suo straordinario itinerario creativo. Un successo annunciato la sua performace nel Cortile del Collegio dei Gesuiti, dove il compositore era già stato applaudito nel 2013, sempre ospite del festival internazionale netino. Per questo gradito ritorno, Nicola Piovani ha portato in palcoscenico con il suo ensemble un racconto musicale, narrato appunto dagli strumenti che agiscono in scena. Il titolo è lo stesso del libro che l’artista ha pubblicato nel 2011 facendo sua un’affermazione di Federico Fellini. «Il grande regista – sottolinea Piovani nei suoi fluidi interventi che introducono le atmosfere dei vari pezzi di un’antologia musicale di suggestivo fascino – si riferiva alla propria vulnerabilità nei confronti della musica e sentiva il bisogno di proteggersi dalla sua forza sconvolgente. Ed in effetti la musica è pericolosa come lo sono tutte le cose profondamente belle: ci cambiano, a volte ci ammaliano, come gli innamoramenti adolescenziali… come pericolosi possono essere i nostri incontri con quella bellezza che ha la forza di cambiarci dentro».

Con Piovani (al pianoforte) hanno condiviso gli applausi cinque straordinari solisti: Marina Cesari (sax/clarinetto), Pasquale Filastò (violoncello/chitarra), Ivan Gambini (batteria/percussioni), Marco Loddo (contrabbasso) e Rossano Baldini (tastiere). Brani teatralmente inediti si sono alternati a nuove versioni di pezzi più noti, riarrangiati per l’occasione.

Insignito in oltre quarant’anni di carriera dei più presti carrierigiosi riconoscimenti internazionali, Nicola Piovani ha ricostruito per gli spettatori i frastagliati percorsi che lo hanno portato a fiancheggiare il lavoro di De André, Fellini, Magni, Cerami, Benigni, registi spagnoli, francesi, olandesi, per teatro, cinema, televisione, e ancora cantanti e strumentisti.

I video integravano la narrazione non solo con spezzoni di film e spettacoli, ma anche con le immagini che artisti come Luzzati e Manara hanno dedicato all’opera di Piovani. Il risultato è una totale fusione tra parole, immagini e suoni, di emozionante impatto. “La parola – sostiene Piovani – arriva dove la musica non può arrivare, ma la musica la fa da padrona là dove la parola non sa e non può arrivare”.

Autore di alcune delle più belle e celebri colonne sonore degli ultimi trent’anni, il compositore ha intrattenuto l’attentissimo pubblico non solo al pianoforte, ma anche con aneddoti ora divertenti, ora emozionanti, ora ironici. E ha passeto in rassegna le sue collaborazioni più prestigiose, cominciando proprio con Federico Fellini, mentre sullo schermo scorrevano i fotogrammi delle pellicole “Ginger e Fred” e “L’intervista”. Non poteva mancare l’omaggio a Mario Monicelli con la colonna sonora composta per “Il marchese del Grillo” e quello ai fratelli Taviani. Per non dire della voce registrata di Marcello Mastroianni che canta magistralmente “Caminito”, mentre Piovani e il suo ensemble esehono l’accompagnamento dal vivo. Né finivano qui le sorprese che conquisteranno la platea. «Perché la musica è pericolosa – sostiene Piovani – e lo sapevano anche i greci che ci hanno lasciato dei personaggi, come Orfeo e le Sirene». E il programma prevede anche i suoi brani dedicati a Partenope o alla Danza dei sette veli di Salome. E come bis arriva naturalmente l’esaltante, attesa colonna sonora del film “La vita è bella”. Per esaltare una passione che non conosce limiti.

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