Polizia a bordo della nave con i migranti. Salvini: “Voglio i nomi o non sbarcano”

La Diciotti ancora al largo di Marsala, il ministro tuona: “Se ci sono delinquenti andranno direttamente in galera”

20 avvisi garanzia per la vicenda della nave Juventa

Polizia a bordo della nave con i migranti. Salvini: “Voglio i nomi o non sbarcano”

TRAPANI – E’ ancora al largo di Marsala la nave Diciotti della guardia costiera con i 67 migranti salvati dal rimorchiatore italiano Vos Thalassa davanti alla Libia. Dopo le parole del ministro Matteo Salvini si sono presentati a bordo uomini della capitaneria di porto e della polizia.

Secondo il sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, al molo Ronciglio per accogliere i profughi, il ritardo dell’arrivo “potrebbe essere legato agli accertamenti in corso su eventuali violazioni delle leggi italiane. Certo, se un povero Cristo cade in mare bisogna salvarlo, non possiamo metterci un piede sopra. E’ la legge del mare. Noi siamo una città aperta all’accoglienza. Ma chi sbaglia è giusto che paghi, e le responsabilità vanno accertare dagli investigatori”.

Si attende dunque un epilogo dopo il rimpallo di responsabilità. Ieri il vicepremier e ministro dell’Interno ha incontrato il premier Giuseppe Conte a Palazzo Chigi. “Se su quella nave c’è gente che ha minacciato e aggredito non saranno persone che finiranno in albergo ma in galera: quindi non darò autorizzazione allo sbarco fino a che non avrò garanzia che delinquenti, perché non sono profughi, che hanno dirottato una nave con violenza, finiscano per qualche tempo in galera e poi riportati nel loro paese”, ha detto il ministro.

“Prima di concedere qualsiasi autorizzazione, attendo di sapere nomi, cognomi e nazionalità dei violenti dirottatori che dovranno scendere dalla Diciotti in manette”, ha aggiunto Salvini.

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