A Catania lo sbarco dei quasi mille, 800 partiranno per altre regioni

Al porto la nave con i migranti salvati al largo della Libia, a bordo anche due cadaveri. Prima il silenzio, poi la curiosità, infine la gioia. VIDEO

A Catania lo sbarco dei quasi mille, 800 partiranno per altre regioni

CATANIA – E’ arrivata nel porto di Catania la nave Diciotti della guardia costiera con a bordo 932 migranti salvati durante sette operazioni di soccorso al largo della Liba. Circa 800 saranno trasferiti in altre regioni italiane, gli altri resteranno in Sicilia. Duecento i minorenni, 167 dei quali non accompagnati.

Nell’imbarcazione ci sono anche due cadaveri recuperati duranti gli interventi di salvataggio. Sono di due somali, una ragazza a un giovane uomo, morti per stenti prima di essere soccorsi e portati nell’obitorio dell’ospedale Cannizzaro.

“I due – ricostruisce Federica Montisanti che era a bordo della Dattilo per Intersos – secondo i racconti dei loro compagni di viaggio sono morti sul gommone che è stato poi soccorso da un mercantile. Erano provati e denutriti, e potrebbero essere stati queste le cause del decesso. Non erano parenti tra loro e non ci sono familiari che viaggiavano con loro. L’unica cosa che li univa era la speranza di arrivare in Italia per una vita migliore. Chi ci ha parlato di loro era ‘compagno’ dei capannoni in Libia dove erano stati insieme ‘prigionieri’, vittime di soprusi, in attesa di potersi imbarcare”.

Cinque dei migranti, quattro donne incinte e un minorenne, sono stati subito portati in ospedali siciliani di Agrigento e Palermo con elicotteri del 118, dopo un primo trasbordo a Lampedusa.

Al porto erano tutti in silenzio, quasi increduli che il loro ‘viaggio delle speranza’ abbia avuto approdo in un porto sicuro italiano. Dal ponte della nave i 932 migranti guardavano con curiosità il molo di Catania e i soccorritori, giornalisti, cameraman e fotografi, con la mole imponente dell’Etna sullo sfondo. Sono quasi tutti eritrei, molte famiglie con bambini. Una donna si è affacciata e ha parlato con i cronisti: “Siamo sulla nave da tre giorni, oggi sono molto contenta: viva l’Italia”.

Mentre nave Diciotti era ormeggiata sul molo è passato accanto un cargo bianco con una grande scritta rossa sulla fiancata: ‘Sicilia libera, Malta libera’. Non è una protesta legata alle polemiche sulla gestione in mare di nave Aquarius di Sos Mediterranee, con Msf che sta facendo rotta verso Valencia, ma lo slogan della società di mercantili che gestisce i collegamenti marittimi tra le due isole.

Al porto anche il sindaco Enzo Bianco: “Un’emozione molto forte – ha dichiarato Bianco in uno degli suoi ultimi atti come sindaco di Catania – vedere queste persone stremate dal caldo, dal mare agitato e alcuni da condizioni di salute delicate. Tutte assistite come al solito con una straordinaria umanità a partire dall’equipaggio della nave Diciotti, dalla Croce Rossa, dalle Forze di Polizia, dal personale comunale che collabora soprattutto per i minori. Il Comune di Catania non si è mai tirato indietro indietro nel fare il proprio dovere, che è quello di dare assistenza a queste persone disperate. Sembra che sulla Diciotti ci fossero circa duecento minori non accompagnati: un dramma nel dramma. Catania sa quale sia il suo dovere che è quello di accogliere persone che rischiavano di morire”.

“Occorre un sempre maggiore coordinamento a livello europeo – ha aggiunto Bianco – perché è inaccettabile che per una vicenda così delicata, che sarà ancora centrale nei prossimi anni, non ci sia una politica chiara dell’Unione europea. Politica che non si può realizzare alzando i toni, urlando e battendo i pugni sul tavolo ma cercando intese. Noi dobbiamo chiedere solidarietà concreta senza che a pagare siano questi poveri disperati”.

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