Caso Montante, indagati anche Crocetta e il presidente di Sicindustria

Caltanissetta. Altri cinque sotto accusa: ci sono pure un vice questore e due collaboratrici dell’imprenditore. L’ex governatore: “Avviso di garanzia? No, anzi sì”. Catanzaro avrebbe spiato l’ex assessore Marino. Nell’inchiesta ricatti sessuali e video hard

Caso Montante, indagati anche Crocetta e il presidente di Sicindustria

CALTANISSETTA – Anche l’ex Governatore Rosario Crocetta è indagato dalla Procura di Caltanissetta per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e al finanziamento illecito, nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’arresto dell’ex presidente di Sicindustria Antonello Montante. Con lui sono indagati anche gli ex assessori alle Attività produttive Linda Vancheri e Mariella Lo Bello e l’ex presidente dell’Irsap (l’ente regionale per lo sviluppo delle attività produttive) Mariagrazia Brandara.

Secondo i pm della Procura di Caltanissetta “l’associazione a delinquere” si fondava su un patto di scambio. Crocetta avrebbe nominato gli assessori Linda Vancheri e Mariella Lo Bello, vicine a Montante, che avrebbero assicurato finanziamenti alle iniziative del presidente di Sicindustria. Quest’ultimo avrebbe ricambiato finanziando la campagna elettorale 2012 del Megafono (il movimento politico fondato da Crocetta ndr).

“Guardi che non ho ricevuto alcun avviso di garanzia, non ne so niente… aspetti, aspetti”, dice l’ex governatore parlando al telefono con l’Ansa. Si sentono squilli, Crocetta riprende a parlare: “Me lo stanno notificando adesso”, e chiude il telefono.

Tra i nuovi indagati anche il successore di Montante, l’attuale presidente di Sicindustria Giuseppe Catanzaro. E’ stato lui stesso a farlo sapere: “Ho ricevuto un avviso a comparire quale persona sottoposta a indagini per reati che attengono ai rapporti con la politica, di cui solo oggi vengo a conoscenza. Andrò e fornirò ogni elemento utile al fine di agevolare la ricostruzione della verità storica”, ha detto.

Nell’ordinanza del gip nisseno che ordina l’arresto di Montante il nome di Giuseppe Catanzaro compare oltre 100 volte. Il presidente di Sicindustria è citato negli appunti di Montante (anche solo per appuntamenti presi con lui), nelle telefonate fatte o ricevute da indagati o testimoni, e sono trascritti suoi dialoghi con Montante.

Montante e Catanzaro, imprenditore del settore dei rifiuti, ”erano estremamente attivi nel raccogliere informazioni sul magistrato Nicolò Marino”, ex assessore regionale all’Energia e rifiuti non riconfermato, nel 2014, dopo uno dei tanti rimpasti di giunta di Crocetta che si dimise e poi lanciò pesanti accuse sulle ”istituzioni che hanno coperto il sistema Montante”, scrivono i magistrati.

Nell’ordinanza è citata anche la testimonianza di Alfonso Cicero, commissario dell’Irsap che raccontò che Catanzaro ”verso la fine del 2013 – inizi del 2014 – gli aveva confidato che Montante deteneva un dossier e un video contenente immagini relative alla vita privata di Marino e si stava adoperando per diffonderli mediaticamente al fine di delegittimare costui, che, nella sua funzione di assessore al Territorio e Ambiente, aveva assunto, come detto, posizioni di contrasto con Confindustria Sicilia e con il Catanzaro stesso nella vicenda della gestione dei rifiuti”.

Un avviso di garanzia, per concorso in corruzione, è stato notificato poi al vice questore aggiunto Vincenzo Savastano, in servizio all’ufficio della polizia di frontiera dell’aeroporto di Fiumicino.

Per favoreggiamento sono invece indagate due strette collaboratrici di Montante, Carmela Giardina e Rosetta Cangelosi. Secondo gli inquirenti avrebbero aiutato l’imprenditore a distruggere alcuni documenti del suo archivio segreto, custoditi dentro una ventina di pen drive, poi nascoste in uno zaino lanciato dal balcone poco prima dell’arresto.

Gli investigatori hanno recuperato anche questo materiale. Sale così a 27 il numero degli indagati dell’inchiesta, anche se i magistrati stanno valutando in questo momento la posizione di altre persone che avrebbero avuto un ruolo nella rete di spionaggio che sarebbe stata al servizio di Montante.

E nell’inchiesta spuntano anche video hard e ricatti sessuali per intimorire gli avversari del ‘sistema di potere’. Nell’ordinanza del gip si fa riferimento a un video sulla vita sessuale privata di Nicolò Marino, ex assessore nella giunta Crocetta.

Nell’ordinanza è citata la testimonianza di Alfonso Cicero, all’epoca commissario dell’Irsap secondo cui Giuseppe Catanzaro “verso la fine del 2013 gli aveva confidato che Montante deteneva un dossier e un video contenente immagini relative alla vita privata del dott. Marino e si stava adoperando per diffonderli mediaticamente al fine di delegittimare costui, che, nella sua funzione di assessore al Territorio e Ambiente, aveva assunto, come detto, posizioni di contrasto con Confindustria Sicilia e con il Catanzaro stesso nella vicenda della gestione dei rifiuti”.

Nel tritacarne finì anche Giulio Cusumano, che era al vertice dell’Azienda trasporti siciliana (Ast), controllata dalla Regione. Il manager si oppose alla cessione dell’Ast a una microazienda controllata, la Jonica Trasporti dove Montante aveva una partecipazione. Per convincerlo, Cusumano fu ricattato per il suo orientamento sessuale.

“Lombardo mi convocò e mi disse che dovevo smetterla di ostacolare la fusione. Poi mi mostrò un plico enorme, c’erano una cinquantina di pagine sulla mia vita, fotografie e frasi che lui leggeva davanti a me. Mi diceva che lo stavo mettendo in imbarazzo. Mi accusava di organizzare festini con alcol e droghe”, racconta al Giornale di Sicilia. L’ex presidente Lombardo smentisce e annuncia querela.

Cusumano aggiunge: “Dovevo far comprendere alla mia famiglia che non c’entravo nulla con le cose che avrebbero letto sui giornali. Ma è stato umiliante soprattutto una cosa, vedere che stavano legando la mia vita privata con stereotipi di m… Legavano la vita di un gay a orge e droghe. Questo mi ha fatto schifo. E allora ho capito che non potevo cedere”. L’Ast è ancora pubblica.

Correlati