Avis Sicilia, cresce il ruolo delle donne

di Nuccio Sciacca – A Giardini Naxos l’assemblea regionale dei donatori di sangue

Avis Sicilia, cresce il ruolo delle donne

“Seppur in un contesto di calo numerico di donazioni e donatori rimane lodevole il lavoro svolto dalle Avis Provinciali nonostante le innumerevoli difficoltà che hanno dovuto affrontare nei processi di controllo, dove occorre applicare le regole statutarie per garantire la più ampia partecipazione”. Lo ha detto il presidente regionale delle Avis siciliane, Salvatore Mandarà, che ha aperto con la sua relazione l’assemblea 2018.

“Anche il 2017 è stato un anno indirizzato al coinvolgimento, al rafforzamento e alla fidelizzazione dei giovani all’ interno della nostra realtà regionale – ha continuato Mandarà – il nuovo coordinatore giovani ha avviato una politica tesa all’integrazione, per coloro che sono il presente e saranno il futuro della nostra associazione. Tre nuove e giovanissime volontarie avisine ci rappresentano in consiglio nazionale giovani. Continueremo a dar loro il diritto di rappresentanza, sia in consiglio direttivo che in esecutivo regionale al fine di: sostenere le politiche giovanili, avviare progetti per aggregare nuovi donatori e dar vita a percorsi anti bullismo nelle Scuole”.

Mandarà ha quindi parlato della Consulta Donne “che ha iniziato il proprio percorso con l’obiettivo di aumentarne la presenza femminile e la partecipazione attiva delle donne nelle associazioni, per accrescere ancor di più il senso di appartenenza, per creare nuove forme educative ai disagi sociali e alle devianze giovanili nelle scuole e per eliminare quei neologismi che oggi si continuano a perpetrare nei confronti della donna quali la subordinazione e le violenze volte ad annientare l’identità attraverso l’assoggettamento fisico o psicologico”.

E’ intervenuto anche il direttore sanitario Marcello Romano che ha sottolineato come “l’Avis Sicilia, nel corso degli ultimi anni, è cresciuta non solo in termini qualitativi e quantitativi di unità di sacche raccolte ma anche in qualificazione e professionalizzazione della classe dirigente che ha rappresentato e rappresenta l’Avis a tutti i livelli associativi e nelle istituzioni: la presidenza del Collegio dei Probiviri Nazionale, la presenza nel Giurì e due consiglieri Nazionali ne danno prova. Applicare i principi di democrazia partecipata significa percepire e recepire le indicazioni e le delibere di Avis Sicilia che diventano indirizzo su cui operare in Avis Nazionale. Alla nostra, che continuo a chiamare Famiglia Avisina, composta da dirigenti e volontari di tutti i livelli associativi, rivolgo l’invito ad adoperarsi e sostenere un progetto comune e partecipato, con l’obiettivo reciproco di collaborare, proporre idee, programmi, azioni che possano svilupparsi su linee programmatiche fondate su dei valori condivisi solamente nell’interesse e nella crescita di tutta l’associazione”.

NUMERO SOCI AVIS

NUMERO DONAZIONI AVIS

2014

2015

2016

2017

2014

2015

2016

2017

Agrigento

4.286

4.660

4.729

3.477

8.740

9.463

9.044

7.883

Caltanissetta

115

194

204

149

193

140

160

200

Catania

13.083

12.854

12.161

12.183

17.263

17.226

16.773

16.555

Enna

5.661

5.184

5.826

5.551

7.303

6.065

7.042

7.197

Messina

7.641

7.415

7.877

6.789

9.957

9.729

9.725

9.080

Palermo

9.276

9.317

9.704

9.546

12.550

12.418

12.433

12.332

Ragusa

23.014

23.746

24.538

24.843

34.904

36.432

37130

38021

Siracusa

11.118

11.438

11.622

11.827

17.957

18.660

18540

17743

Trapani

5.832

5.994

6.501

6.939

11.050

10.913

11343

11544

TOTALE

80.026

80.802

83.162

81.304

119.917

121.046

122.190

120.555

“La nostra offerta donazionale ha coperto circa il 60% del fabbisogno trasfusionale siciliano – ha spiegato Romano – tuttavia, il dato emergente è la riduzione di circa 1.600 donazioni e 1.800 soci, rispetto al 2016, che seppur contenuto (rispettivamente -1.3% e -2.2%) e pur essendo in varia misura registrato in altre realtà regionali e associative, deve comunque far riflettere: comprendendone le motivazioni è possibile intervenire con adeguati correttivi e nuove iniziative. Con l’eccezione dei territori di Ragusa, Trapani, Enna, la riduzione donazionale è sostanzialmente “spalmata” più o meno omogeneamente nei restanti. Certamente incidono fattori locali, di volta in volta peculiari, che coinvolgono le relazioni associative interne (intra-e inter-sezionali) ed esterne (Simt, altre associazioni, ecc.), ma alcune considerazioni valgono per tutti. In primo luogo l’invecchiamento della popolazione generale e in particolare dei donatori periodici”.

Al problema del reclutamento per il mantenimento e la crescita del numero dei donatori possiamo rispondere orientando e adeguando ancor più la promozione verso le fasce di età giovanili. Il numero di donazioni, comunque, può essere mantenuto ed accresciuto anche attraverso il miglioramento dell’indice donazionale e l’ampliamento delle donazioni in aferesi. Un fattore limitante è rappresentato dalla persistente “gabbia” degli ambiti territoriali che ostacola le potenzialità di alcune realtà associative. Al riguardo, è imminente la definizione della nuova rete ospedaliera siciliana e, quindi, anche delle relative strutture trasfusionali; è probabile che emergeranno accorpamenti e/o soppressioni di Simt, con ridistribuzione degli ambiti territoriali di questi ultimi e, conseguentemente, anche delle afferenze associative”.


“Una nostra proposta in tal senso dovrebbe prevedere che nei comuni capoluogo le maggiori associazioni (p.es. quelle a diffusione nazionale e con più di 4-5.000 donatori) abbiano riconosciuto un ambito territoriale esteso all’hinterland comunale e possano afferire con convenzione a tutti i Simt dello stesso capoluogo, pur mantenendo l’afferenza dei singoli donatori a un unico Simt per ragioni sanitarie”.

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