Tondo Gioeni e rifiuti, incubi dei catanesi

Il Comune chiede tempo. Bianco: “In tutta l’area metropolitana c’è un problema collettivo di mobilità. Differenziata? Nonostante i dati siano bassi, la città è pulita”

Bianco: “Mi ricandido, non devo chiedere permesso a nessuno”

Tondo Gioeni e rifiuti, incubi dei catanesi

CATANIA – Il traffico e la spazzatura sono problemi che i cittadini di Catania sentono come delle vere e proprie emergenze da risolvere. Il sindaco Enzo Bianco, partecipando a un forum con i giornalisti della redazione del quotidiano La Sicilia, ha risposto ripercorrendo l’iter che ha portato all’abbattimento del cavalcavia.

“Vorrei dire intanto chiaramente che non mi sono preso e non mi prenderei mai la responsabilità di mantenere una struttura come quella del ponte Gioeni, di fronte ai tecnici esperti della materia che mi dicono che in caso di terremoto il crollo di quella struttura avrebbe creato una condizione di gravissimo ulteriore pericolo per la città, ostruendo le vie di fuga” spiega Bianco.

“Quando il ponte venne demolito, resistette per ben trenta ore ai colpi della pinza idraulica utilizzata per l’abbattimento, la struttura era molto solida anche se non antisismica, e avrebbe potuto essere consolidata, come confermarono anche gli esperti del Dipartimento di Ingegneria civile della nostra Università. La vulnerabilità del ponte era certificata in modo esplicito in tutti gli atti, tanto è vero che era stato fatto l’appalto per l’abbattimento, come è avvenuto per gli altri ponti sulla circonvallazione. Io ho avuto la fortuna di avere come assessore ai Lavori pubblici l’ingegnere Bosco, forse uno dei tecnici più bravi ed esperti in materia di rischio sismico a Catania e non solo” sottolinea.

“La condizione di pericolo reale era intollerabile con un profilo di sicurezza, questo non l’ho detto io. Oggi si pone di certo un problema di mobilità, che è complessivo e non riguarda solo il tondo Gioeni, perché questa è una città che necessita di una visione complessiva, e che richiede un trasporto pubblico efficiente, riducendo i volumi del traffico privato. In quanto alla bretella di via Giuffrida Castorina, questa porterà di certo qualche miglioramento, perché alleggerirà una parte di traffico che sale da via Caronda e s’interseca sul nodo, sul punto d’uscita della bretella ci sono due o tre alternative, noi stimiamo un miglioramento del quindici venti per cento, che è già significativo”.

“La via Giuffrida Castorina dovrebbe essere pronta per Pasqua, dopo la consegna all’impresa che stiamo per effettuare e i tre mesi previsti di lavori, e da quel momento potremo testare i risultati. La visione d’insieme su cui stiamo puntando prevede per la mobilità una rete di metropolitana adeguata e tra le più importanti d’Italia in relazione al numero di abitanti, con progetti già finanziati sino alle porte di Paternò, da una parte, e dall’altra con il cantiere già aperto che da piazza Stesicoro porterà la linea fino a piazza Palestro, quindi a Librino e fino all’aeroporto, e contemporaneamente l’uso metropolitano della ferrovia sulla dorsale jonica fino a Giarre. Stiamo lavorando anche sull’efficienza dell’Amt, che in alcuni periodi era scesa a sessanta bus, numero del tutto inadeguato per una città come Catania, mentre oggi sulle strade ci sono oltre cento bus, e siamo in attesa di 42 mezzi a basso impatto ambientale. Questo servizio dovrà integrarsi con la metropolitana, che è in netta crescita e già molto usata dagli studenti che con la nuova navetta dalla stazione “Milo” raggiungono la Cittadella».

L’altra incognita del 2018 è quella che riguarda l’appalto di sette anni per la raccolta dei rifiuti, con la terza gara in vista dopo due bandi andati a vuoto.

“L’appalto ponte è attualmente prorogato, di tre mesi in tre mesi finché non perverremo all’aggiudicazione dell’appalto per i prossimi sette anni. Il nuovo bando di gara è stato sottoposto all’Anac, trattandosi di un settore molto delicato. Hanno dato il via libera alla pubblicazione del bando di gara, la sensazione e la speranza che abbiamo è che questa volta le imprese partecipino, così da uscire da un regime transitorio e andare verso una condizione definitiva. La differenziata porta a porta non sta dando i risultati attesi perché questo sistema deve essere portato nell’intera città, ma nonostante le difficoltà Catania è più pulita rispetto a tanti anni fa, e comunque puntiamo in qualche mese a uscire da questa condizione. Intanto ho segnalato alla Procura della Repubblica e all’Anticorruzione il fatto che due gare siano andate deserte”.

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