Il Papa: “Gesù nei bimbi del mondo”

Francesco nel messaggio di Natale rivolge il suo pensiero “alle piccole prede dei trafficanti di essere umani”. L’appello alla solidarietà durante la veglia

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Il Papa: “Gesù nei bimbi del mondo”

CITTA’ DEL VATICANO – Il Papa nel messaggio natalizio ha invitato a vedere Gesù nei volti dei tanti bimbi che soffrono nel mondo. E, dopo un appello per Gerusalemme e la Terrasanta, ha citato i bimbi di Siria, Iraq e Yemen, prima di volgere lo sguardo all’Africa, citando Sud Sudan, Somalia, Burundi, Repubblica democratica del Congo, Repubblica Centrafricana e Nigeria.

Ha citato anche i bimbi dell’Ucraina e del Venezuela, sicché ha dipinto una mappa dei luoghi di dolore del mondo, a partire dai bimbi, le vittime più fragili. Il Pontefice ha letto il messaggio dalla loggia delle benedizioni della basilica di San Pietro, con accanto i cardinali Leonardo Sandri e Prosper Grech prima della benedizione ‘Urbi et Orbi’.

“Vediamo Gesù – ha detto papa Francesco dopo il suo appello per una soluzione negoziata per Gerusalemme e Terrasanta – nei volti dei bambini siriani, ancora segnati dalla guerra che ha insanguinato il Paese in questi anni. Possa l’amata Siria ritrovare finalmente il rispetto della dignità di ogni persona, attraverso un comune impegno a ricostruire il tessuto sociale indipendentemente dall’appartenenza etnica e religiosa”.

“Vediamo Gesù – ha aggiunto – nei bambini dell’Iraq, ancora ferito e diviso dalle ostilità che lo hanno interessato negli ultimi quindici anni, e nei bambini dello Yemen, dove è in corso un conflitto in gran parte dimenticato, con profonde implicazioni umanitarie sulla popolazione che subisce la fame e il diffondersi di malattie. Vediamo Gesù – ha poi detto il Pontefice – nei bambini dell’Africa, soprattutto in quelli che soffrono in Sud Sudan, in Somalia, in Burundi, nella Repubblica Democratica del Congo, nella Repubblica Centroafricana e in Nigeria”.

“Vediamo Gesù – ha sottolineato – nei bambini di tutto il mondo dove la pace e la sicurezza sono minacciate dal pericolo di tensioni e nuovi conflitti. Preghiamo che nella penisola coreana si possano superare le contrapposizioni e accrescere la fiducia reciproca nell’interesse del mondo intero. A Gesù Bambino affidiamo il Venezuela perché possa riprendere un confronto sereno tra le diverse componenti sociali a beneficio di tutto l’amato popolo venezuelano. Vediamo Gesù nei bambini che, insieme alle loro famiglie, patiscono le violenze del conflitto in Ucraina e le sue gravi ripercussioni umanitarie e preghiamo perché il Signore conceda al più presto la pace a quel caro Paese”.

“Vediamo Gesù nei bambini i cui genitori non hanno un lavoro e faticano a offrire ai figli un avvenire sicuro e sereno. E in quelli a cui è stata rubata l’infanzia, obbligati a lavorare fin da piccoli o arruolati come soldati da mercenari senza scrupoli. Vediamo Gesù nei molti bambini costretti a lasciare i propri Paesi, a viaggiare da soli in condizioni disumane, facile preda dei trafficanti di esseri umani”.

“A voi, cari fratelli e sorelle, giunti da ogni parte del mondo in questa piazza, e a quanti da diversi Paesi siete collegati attraverso la radio, la televisione e gli altri mezzi di comunicazione, rivolgo il mio cordiale augurio. La nascita di Cristo Salvatore rinnovi i cuori, susciti il desiderio di costruire un futuro più fraterno e solidale, porti a tutti gioia e speranza. Buon Natale”

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